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RAPIDI… DI TESTA

Migliorare la velocità cognitiva per un calciatore è importante e possibile, capiamo cos’è, i consigli per allenarla e le esercitazioni.

Come anticipato nel post precedente in questo articolo ci occupiamo della velocità cognitiva. Il calcio obbliga il calciatore a intuire lo sviluppo del gioco, compiere scelte velocemente, analizzare la situazione, agire o reagire rapidamente di fronte a un imprevisto. È quindi indispensabile non solo la capacità di muoversi rapidamente in campo, ma anche velocità di analisi, di decisione e di risposta a una situazione tattica, ovvero a tutti quei processi mentali che influiscono sulla qualità di una prestazione. Una buona capacità percettiva favorisce quella di anticipazione che, a sua volta, favorisce una programmazione mentale tempestiva che facilita la reazione del giocatore alle situazioni. Tutto questo è la velocità cognitiva.

 

LA VELOCITÀ COGNITIVA

È un’attività complessa poiché dipende da molteplici fattori e implica diversi processi di regolazione emotivi, motivazionali e neuromuscolari. La velocità cognitiva, in pratica, è la capacità di raccogliere, interpretare ed elaborare le informazioni presenti nell'ambiente in cui si sta svolgendo la gara. Durante la partita il giocatore deve selezionare un elevato numero di input sensoriali, soprattutto a livello visivo e acustico: pensate che solo un milionesimo di tali informazioni può raggiungere i livelli di coscienza. Compito dell’allenatore è quello di aiutare i giocatori a capire quali siano le informazioni più importanti da mettere a fuoco, cioè quelle che servono a comprendere le situazioni di gioco. I calciatori più abili, infatti, sono quelli che riescono a leggere, interpretare e capire in anticipo le situazioni tattiche senza bisogno di guardare tutto lo svolgimento dell'azione. I migliori, anche grazie all'esperienza, sono in grado di dedurre i parametri spaziali e temporali necessari all’elaborazione della risposta. Il gioco del calcio è caratterizzato dall'imprevedibilità, il calciatore non reagisce a uno stimolo noto in precedenza, ma compie uno o più movimenti come risposta a stimoli di cui non sì conoscono a priori le caratteristiche. Per questo è importante la velocità con cui si percepiscono i dati che arrivano dall'ambiente esterno. La maggior parte degli stimoli da selezionare e interpretare sono visivi e, essendo più lenti rispetto a quelli acustici, devono essere maggiormente allenati.

 

I calciatori più abili sono quelli che riescono a leggere, interpretare e capire in anticipo le situazioni tattiche senza bisogno di guardare tutto lo svolgimento dell'azione.

COME LA SI ALLENA

Innanzitutto le esercitazioni devono essere proposte all'inizio della seduta, e comunque in uno ottimale stato fisico e mentale. Gli esercizi devono essere semplici e proposti in progressione didattica sino ad arrivare al lavoro in situazione a carattere tecnico tattico. Allenamenti con questo obiettivo devono essere costruiti con difficoltà progressiva e possono essere proposti a giovani o adulti, dilettanti o professionisti. Per questi motivi un preparatore motorio per i più piccoli o un professionista che opera con le prime squadre è importante che intervenga nella progettazione dell’esercitazione.

L'esempio illustrato nel video in apertura mostra una progressione didattica per il miglioramento della capacità di reazione legata all'input visivo. La progressione prevede inizialmente esercitazioni per il miglioramento della velocità di reazione semplice, ovvero uno stimolo conosciuto per un compito motorio assegnato in precedenza. Successivamente si hanno esercizi sempre più adatti a stimolare la velocità di reazione complessa, in questo caso il compito da risolvere è una situazione incerta dove sia il segnale sia la risposta non sono noti in precedenza.

 

GLI ESERCIZI DEL VIDEO

La prima proposta prevede che i giocatori eseguano un breve sprint nel momento in cui:

  • la palla lanciata dal preparatore tocca terra;
  • il preparatore apre la mano;
  • il compagno davanti decide di muoversi e dare lo start.

 

Nella seconda gli allievi effettuano una corsa lenta e, in seguito a uno dei seguenti comandi visivi, scattano il più velocemente possibile:

  • il preparatore mostra il colore corrispondente alla direzione da prendere;
  • il preparatore mostra il colore opposto alla direzione da prendere;
  • il giocatore con casacca decide una direzione e il compagno lo segue a specchio;
  • il giocatore con casacca decide una direzione e il compagno prende la direzione opposta.

L’ultimo proposta prevede che i giocatori si schierino uno di fronte l’altro, al segnale chi si trova in basso rispetto al mister si dirige verso un oggetto indicato dal tecnico, lo supera girando esternamente e sceglie se essere attaccante toccando la palla o difensore superandola. Il compagno ruota intorno all’oggetto opposto e diventa difensore o attaccante di conseguenza. I due si affrontano in un uno contro uno.

 

 

Guarda gli altri post a cura di Andrea Cattozzo e dell'Aipac

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