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CALCIO: LE QUALITÀ DEL TECNICO VINCENTE

Allenare vuol dire avere anche la capacità di costruire un gruppo di lavoro coeso, fortemente orientato ai propri obiettivi e vincente. I consigli di Angelo Pereni.

Cosa vuol dire dare un volto, una fisionomia a una squadra? È qualcosa che deve essere, oggi ancor più che nel passato, scolpito nella mente e nel cuore del suo allenatore. È un sogno che non deve mai perdere forza. È come vogliamo giocare e stare in campo, gli atteggiamenti che la squadra ha scelto di adottare. Tutto ciò deve essere costruito alimentato da un credo che si fondi sulla tecnica, sulla tattica, sulle motivazioni e anche sull’etica. La squadra viene costruita come un composto sportivo e culturale capace di interpretare una filosofia di gioco fondata sull’aiuto reciproco e il senso di appartenenza. All'interno di essa ogni soggetto - giocatori, allenatore e società per la sua parte – deve sentirsi investito di un compito da portare a compimento al meglio delle proprie possibilità. Una filosofia di lavoro dove l’obiettivo minimo è ottenere il meglio dal gruppo.

 

Guarda il prossimo appuntamento dedicato agli allenatori con Angelo Pereni

 

DISCIPLINA E LEALTÀ

Per l’allenatore, al di là del lavoro sul campo (importantissimo), c’è anche la sfida di riuscire a coinvolgere tutti nell’interesse comune e collettivo. La disciplina, componente fondamentale del successo di un gruppo squadra, non si ottiene solo con le regole scritte, anche se necessarie, ma deriva dai comportamenti e dalla credibilità che si ottiene giorno dopo giorno agli occhi tutti gli addetti ai lavori. La lealtà deve essere alla base di tutti i suoi comportamenti. La coerenza un dogma nel suo approccio alla squadra, anche quando fornisce indicazioni o corregge durante le esercitazioni (a fine post vi lascio una delle mie proposte, come di consueto). E se nascono lotte intestine (che normalmente sono generate da carenza o errori di comunicazione) con e fra persone intelligenti si ragiona e si trovano le soluzioni. L’unità di intenti in una squadra è decisiva al fine del raggiungimento degli obiettivi che si è prefissata e ricordate: “Il cambiamento è il processo con il quale il futuro invade la nostra vita”.

 

ATTACCO A TRE PIÙ DUE CONTRO DIFESA A QUATTRO

Si delimita un'area di gioco con una porta e un portiere adeguata all'età e al livello dei giocatori che allenate e quindi non necessariamente utilizzando l'area di rigore e l'intero campo di gioco come in figura. Quattro difensori fronteggiano cinque attaccanti che giocano per segnare. Si traccia inoltre una linea sul lato opposto rispetto alla porta al di fuori della quale si schierano due compagni (centrocampisti) dei difensori. Si gioca il cinque contro quattro con i difensori che hanno il compito di non subire gol e riconquistare palla, se ciò accade può (tre delle varianti dell'esercitazione): a) lavorare sulle uscite difensive con obiettivo portare palla oltre la linea e facendosi aiutare dai due compagni posti all'esterno che possono entrare nell'area di gioco a discrezione dell'allenatore creando un cinque contro cinque o un sei contro cinque; b) effettuare un possesso palla con l'aiuto dei centrocampisti che però, in questo caso, devono rimanere all'esterno.

 

Leggi gli altri post e guarda le esercitazioni a cura di Angelo Pereni

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